Il caso che ha sconvolto un intero Paese è arrivato ad una svolta dopo due anni di indagini serrate: ecco chi sono gli arrestati
Un intero Paese ha vissuto con ansia e apprensione le lunghe ed ininterrotte ricerche di un bambino di soli due anni scomparso nel nulla, fino al tragico epilogo arrivato quasi un anno dopo. Il piccolo si trovava in un villaggio sulle Alpi per un soggiorno in famiglia quando ne venne denunciata la sparizione l’8 luglio 2023 e nel mese di marzo dell’anno seguente, ne vennero trovati i resti, da parte di un escursionista, in un bosco distante solo un paio di chilometri.

Da allora le indagini non si sono mai fermate per cercare di chiarire nel dettaglio la dinamica di un caso sul quale ha aleggiato sin dalle prime settimane un alone di mistero. Ed oggi, a quasi due anni da quel drammatico giorno, si è arrivati ad una svolta con una serie di clamorosi arresti. Che riguardano proprio la famiglia del piccolo.
Il caso che ha sconvolto un intero Paese, la svolta: arrestati familiari del bimbo trovato morto
Per ricostruire la vicenda bisogna tornare indietro all’8 luglio 2023, giorno nel quale ne venne denunciata la scomparsa, nel villaggio di Haut Vernet, del piccolo Émile Soleil. Per poi fare un salto in avanti al mese di marzo dello scorso anno quando, sempre sulle Alpi francesi a poca distanza dal luogo nel quale il bimbo di 2 anni viveva, ne vennero trovati i resti. Da quasi due anni gli investigatori lavorano su un caso che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera Francia fino a lasciare tutti sgomenti nel momento in cui venne confermato il decesso del bimbo. Con indagini che, sin da subito, hanno interessato anche la sua famiglia seppur senza accuse concrete.

Almeno fino ad oggi quando è arrivato, attraverso il procuratore di Aix-en-Provence, Jean-Luc Blanchon l’annuncio dell’arresto di ben quattro persone appartenenti alla cerchia familiare di Émile Soleil. Quattro parenti ora formalmente accusati di ‘omicidio volontario’ ma anche di ‘occultamento di cadavere’. Ma di chi si tratta? I fermati sono il nonno Philippe Vedovini e la moglie ma anche ‘due dei loro figli adulti’ come riportato nel comunicato facendo riferimento a due zii del bimbo, ugualmente arrestati ed accusati. Le indagini proseguiranno in quanto dovranno essere ascoltati anche altri membri della famiglia, compresi alcuni bambini.
Come sottolineato dalle forze dell’ordine già lo scorso 14 marzo, nel corso di un blitz notturno nel villaggio francese, era stata sequestrata una fioriera all’interno della quale si ipotizza che possa essere stato posizionato il corpo del bimbo. Gli arresti, ha confermato la polizia, “rientrano in una fase di verifica e comparazione degli elementi e delle informazioni raccolti nel corso delle indagini svolte negli ultimi mesi”. Il nonno, che all’epoca dei fatti aveva 58 anni, è stato descritto come un patriarca autoritario, padre di dieci figli i quali non avrebbero, per suo volere, frequentato la scuola, seguendo un processo di educazione estremamente tradizionalista. Al momento dei fatti i genitori non erano presenti. A rendere la vicenda ancor più inquietante il fatto che il 15 marzo Claude Gilliot, il sacerdote che battezzò il bambino, si è tolto la vita lasciando il seguente messaggio di addio: “Solo l’amore conta. Annunciate il Vangelo”.