Anora ha potenzialmente tutto per essere il film dell’anno e non solo perché è riuscito a portarsi a casa cinque premi Oscar su sei candidature ricevute.
Il film di Sean Baker conferma sul palcoscenico il volto di una delle attrici più chiacchierate degli ultimi anni, Mikey Madison.

Sebbene sia uscito alla fine del 2024, i premi dell’Academy lo rilanciano e riportano al cinema anche a febbraio con incassi ancor maggiori di quanto visto all’apertura delle sale. Ma cosa rende così speciale questo film? Se lo sono chiesti in molti fermandosi alle apparenze dello scultoreo corpo proprio della Madison, ma il film non permette equivoci e parla in maniera chiara e precisa.
Lungo l’arco dei suoi 139 minuti non ci si annoia mai e si vive l’introspezione di personaggi all’apparenza molto superficiali ma che in realtà nascondono dietro di loro emozioni decisamente profonde. Lo fa Anora, la protagonista interpretata dalla giovane attrice di Los Angeles, ma anche Vanja, giovane talento russo che ora si meriterà le prime pagine dei giornali di approfondimento.
Un film che sfida lo spettatore e che lo porta al confronto con il proprio intimo, attraverso la realizzazione dei desideri più inconsci, ma anche la distruzione degli stessi dalla dura realtà.
Anora, di cosa parla il film?
Anora racconta la storia di una ragazza di 23 anni che non ha mai conosciuto suo padre e che è stata privata dell’affetto anche dalla madre, totalmente assente e pronta sempre a lasciarla con la sorella. Ha imparato da sola a vivere e ha trovato il sostentamento in uno strip club dove lavora come spogliarellista sette notti su sette.

Una vita dissoluta che presto però può cambiare, soprattutto se ti si presenta come cliente un bel ragazzo russo che sembra pronto a riempirti d’oro. Anora però non capisce subito che l’amore non si compra con i soldi e che non si possono ottenere benefici attraverso stratagemmi.
I due passano una settimana insieme, con lui disposto a pagare qualsiasi cifra per farlo, ma alla fine quella che sembra una prostituta pronta a sfruttare un giovane ricco vede capovolgersi la situazione. Presto tutto si trasforma in un incubo che non lascia spazio a interpretazioni e che obbliga Anora a ricadere improvvisamente nel baratro del suo buio, stavolta sì però forse con la consapevolezza di cos’è veramente l’amore.
Un film leggero all’apparenza che ha una vena poetica anche nei movimenti della macchina da presa e che riesce a colpire per la sua profondità nel sottotesto. Da vedere.